Cos'è l'inventario d'archivio?

I documenti hanno una vita dinamica. Nascono per scopi pratici e amministrativi, crescono negli uffici e, quando viene riconosciuta la loro rilevanza e importanza storica, vengono selezionati per essere conservati permanentemente. È così che passano dall'essere semplici "fogli di carta" a diventare memoria collettiva. Ma come facciamo a orientarci tra migliaia di faldoni e registri? La risposta risiede nello strumento principe per la ricerca: l’inventario.


Lo strumento di corredo imprescindibile
Se l’archivio è un immenso giacimento di informazioni, l’inventario è la bussola che permette di esplorarlo. Possiamo definirlo come lo strumento di corredo dal quale non ci possiamo esimere: è il mezzo fondamentale per garantire l'accesso al materiale archivistico. Senza un inventario, i documenti resterebbero muti o inaccessibili; grazie ad esso, invece, il patrimonio si apre alla consultazione dei ricercatori e dei cittadini.

Oltre l’elenco: una mappa del tempo
Contrariamente a quanto si possa pensare, l’inventario non è una semplice lista di nomi e date. È una guida complessa che restituisce il senso di un fondo archivistico. Se l’archivio è un organismo che testimonia l'attività di un ente o di una persona, l’inventario è il suo DNA: ne descrive la struttura, le relazioni originarie e il contesto in cui i documenti sono nati.


La rivoluzione del Semantic Web: l'archivio senza confini
Oggi la sfida è rendere queste descrizioni leggibili non solo dagli umani, ma anche dalle macchine. È qui che entra in gioco il Semantic Web (Web Semantico).
Tradizionalmente, l’inventario segue una struttura gerarchica "ad albero" (dal generale al particolare): 

Con il Semantic Web, l'archivio si trasforma da "albero" a "rete". Grazie a tecnologie come l'RDF (un linguaggio che esprime concetti in forma di relazioni "soggetto-predicato-oggetto"), i documenti diventano Linked Open Data. Cosa significa in concreto? Significa che un documento conservato a Lucca può "collegarsi" automaticamente alla biografia del suo autore su Wikipedia, alla mappa del luogo citato o a un quadro conservato in un museo a Parigi. L'inventario smette di essere un'isola chiusa e diventa un nodo di una fitta rete di relazioni che connettono persone, luoghi, eventi e istituzioni in modo multidimensionale,
moltiplicando infinitamente i punti di accesso alla nostra storia.

Cosa troviamo in un inventario?
Per essere davvero efficace, un inventario deve contenere diversi elementi essenziali: 

Lo sapevi? Esiste uno standard internazionale chiamato ISAD(g). Serve a garantire che gli archivi di tutto il mondo utilizzino regole descrittive condivise, mantenendo sempre chiaro il rapporto tra i diversi livelli del fondo e rendendo i dati compatibili tra diversi istituti.


L’occhio dell’archivista
Non esiste un inventario "standard" valido per tutti: ogni fondo è un pezzo unico di storia. L'archivista non applica regole in modo meccanico, ma interpreta le carte, ne analizza il valore e costruisce un ponte tecnologico e culturale tra il passato e i ricercatori di oggi e di domani. 

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